Introduzione

La storia di Castiglion del Bosco inizia agli albori del secondo millennio, tra assalti e contese. Ma questo luogo parla anche i grandi famiglie senesi che qui vissero e vi portarono l’arte illustre di Pietro Lorenzetti, che nella piccola chiesa del borgo lasciò la sua preziosa Annunciazione dei Santi.

Poi c’è la storia agricola della grande tenuta: da più di 400 anni Castiglion del Bosco non ha modificato i suoi confini, al loro interno, come un mondo a parte, ha vissuto il borgo con la sua scuola, le sue scuderie, la sua agricoltura – fatta di seminativi, olivi e ovviamente viti. Tutto cambia e nel 1967, anno di fondazione del Consorzio del Brunello di Montalcino, Castiglion del Bosco è uno venticinque soci fondatori. Infine c’è la storia di oggi, da quando nel 2003 Massimo Ferragamo acquista la proprietà e inizia la sua sfida nel mondo del vino, portando il nome di Castiglion del Bosco tra i più rinomati al mondo.

2016

La Zodiac Rooster Brunello di Montalcino 2010 Riserva riceve 99 punti da James Suckling: “Ottimo Brunello che esprime appieno il carattere di questa memorabile annata. Elegante e potente – questo fino è meraviglioso ora e sarà ancora migliore nel 2020. Solo 688 Magmum prodotte.”

2013

Nasce un’edizione limitata di Brunello di Montalcino dal nome “Zodiaco”. Questo vino di grande prestigio prende il nome da una piccolissima parcella di vigneto,  con la migliore posizione. Ogni annata viene celebrata con un’etichetta personalizzata, dedicata al simbolo corrispondente dello Zodiaco Cinese, interpretato da rinomati artisti asiatici.

2010

Questa grande annata, segna l’inizio della produzione della nuova Riserva di Brunello Millecento, il cui nome vuole omaggiare l’anno di costruzione della Fortezza, simbolo della tenuta. “Questo Brunello è il nostro traguardo raggiunto – afferma l’enologa Cecilia Leoneschi – una riserva che contiene una parte di ognuno di noi”. Il vino riscuote un immediato successo presso la critica internazionale.

2009

Iniziano i lavori del Golf Club di Castiglion del Bosco, completato nel 2010, con il suo magnifico campo da 18 buche progettato da Tom Weiskopf. L’unico privato in Italia.

2008-2009

Castiglion del Bosco inaugura le prime nove ville destinate agli ospiti. Dopo la meticolosa ristrutturazione, il Borgo svela il suo fascino e offre 23 suites di raffinata eleganza. Dal 2015 il resort viene inserito all’interno del prestigioso Brand Rosewood Hotels & Resorts.

2004

La Val d’Orcia è considerata luogo di ‘elevato valore universale’ dall’UNESCO , riconoscendo quindi Castiglion del Bosco come Sito Patrimonio Mondiale.

2004

Si costruisce la nuova cantina che ha una capacità di 3.000 ettolitri. Si tratta di una struttura su due livelli, moderna ed efficiente, seminascosta sulle pendici del colle. Nello stesso anno viene immessa sul mercato la prima annata di Brunello di Montalcino Campo del Drago 1999, vinificata nella nuova cantina.

2003

Dopo il suo inizio come produttore di vini presso la Tenuta Prima Pietra a Riparbella, in alta Maremma, Massimo Ferragamo acquista Castiglion del Bosco e dà inizio ai lavori di restauro dei siti storici, ristrutturazione del borgo e delle ville, ammodernamento degli impianti. Dando inoltre un nuovo impulso all’innovazione nella produzione vinicola.

1996

Nasce il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia. Il parco, che circonda la tenuta di Castiglion del Bosco, è un’Area Naturale Protetta di Interesse Locale, dedita all’accrescimento della coscienza del patrimonio culturale e ambientale, oltre alla produzione e commercializzazione dei prodotti locali.

1967

Castiglion del Bosco è tra i soci fondatori del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, uno dei primi vini italiani ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). I soci fondatori furono 25 , con una produzione di circa 850.000 bottiglie, mentre oggi i produttori superano i 240, producendo oltre 6.000.000 bottiglie.

1902

I Fratelli Biondi, allora proprietari della tenuta, grazie alla loro produzione vinicola ricevono autorevoli riconoscimenti internazionali. Dal Secondo dopoguerra la tenuta vede avvicendarsi numerosi proprietari che cercano di differenziare l’attività produttiva incrementando anche la superficie destinata a vigneto. Negli anni sessanta solo pochi viticoltori si dedicano alla produzione di Brunello di Montalcino, a causa anche del contestuale esodo dei contadini verso le città.

1876

L’affresco dietro l’altare della chiesa di San Michele Arcangelo, coperto da intonaco nel corso dei secoli, viene riscoperto dal parroco Don Giuseppe Lazzaroni. Nel 1930 lo storico dell’arte Cesare Brandi lo attribuisce a Pietro Lorenzetti. L’affresco è oggi visibile in tutta la sua bellezza all’interno della stessa chiesa, situata nel borgo di Castiglion del Bosco.

1833

Castiglion del Bosco viene citato come parte del Granducato di Toscana nel Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana (E. Repetti), pochi anni prima un’incisione della Veduta di Castiglion del Bosco è inserita nella pubblicazione di Francesco Fontani Vedute pittoresche della Toscana.

1777

Con motuproprio granducale, Pietro Leopoldo di Lorena istituisce la nuova comunità di Montalcino, alla quale vennero aggregate varie comunità, tra cui Castiglion del Bosco.

1598

Dopo un lungo periodo di abbandono, la distruzione del castello e la decimazione della popolazione, la vita nel borgo pian piano riprende e le campagne tornano a popolarsi. Proprietaria di Castiglione del Bosco era allora la nobile famiglia Del Cotone, che nel 1684 fa restaurare la chiesa di S. Michele Arcangelo, all’interno del borgo.

1369

Il castello diventa asilo del cosiddetto Partito dei Nove che, con continue rappresaglie, impediva che i vettovagliamenti provenienti dalla Maremma raggiungessero Siena. La Repubblica di Siena invia i suoi armati che sconfiggono i sedicenti e danno alle fiamme la fortezza. Si ritiene che proprio a seguito di questi scontri l’antica Pieve di San Michele venne abbandonata e la sede parrocchiale trasferita nella chiesa all’interno del borgo, dove ancora si trova.

1345

Pietro Lorenzetti (1280/1348) termina l’affresco raffigurante l’Annunciazione e sei Santi nella Chiesa di San Michele Arcangelo, situata nel cuore del borgo. A destra sono raffigurati i Santi Michele Arcangelo, Bartolomeo e Francesco d’Assisi e a sinistra i Santi Antonio Abate, Giovanni Battista e Stefano.

1318

Il senese Ciampolo Gallerani si autoproclama signore della fortezza. Si ritiene che una delle sue discendenti, Cecilia Gallerani, sia la fanciulla ritratta da Leonardo da Vinci nel famoso dipinto “Dama con l’Ermellino” (1488). Alla morte di Ciampolo, nel 1338, Castiglion del Bosco passa sotto il domini dei Piccolomini, che iniziano importanti lavori di ristrutturazione delle fortificazioni.

1205

Castiglion del Bosco occupa una posizione di rilievo nella Repubblica Senese, ed è soggetto alla tassazione sulla proprietà più alta rispetto a tutte le altre tenute. Durante il XIII secolo si susseguono diversi assalti armati al castello da parte di Montalcino per sottrarre Castiglion del Bosco al dominio dei Senesi.

1100

Si costruisce il Castello in classico stile medievale. All’inizio del XIII secolo, i Cacciaconti di Trequanda fanno erigere delle mura di pietra intorno al bastione che sorge sulla sommità della collina, visibili ancora oggi assieme alla torre in pietra.

725 A.C.

Nasce la Via Francigena, percorsa per secoli da migliaia di pellegrini che da Canterbury raggiungono Roma. La via passa vicino a Castiglion del Bosco, per questo molti pellegrini trovano rifugio presso l’antica Pieve di San Michele Arcangelo, costruita a circa un miglio dal borgo.

600 a.C.

In epoca etrusca si trovavano agglomerati di popolazioni agricole che hanno lasciato vari reperti. In età romana gli abitanti della zona di Castiglion del Bosco aumentano notevolmente, ne fa fede la necropoli trovata lungo il fosso del Dragone.